Bene, ho superato finalmente il trauma del trasferimento.
E come ha scritto un mio amico romano :"Basta lamentassi!"
E allora che basta lamentassi sia. Soprattutto perché abbiamo trovato salami, ricottina di pecora, tagliatelle fresche, carciofi, mandarini e altri prodotti alimentari che solo a pensarci faccio come il cane di Pavlov.
Comincio ad ambientarmi e come me, tutta la famiglia.
Forse anche perchè abbiamo trovato un daycare dove la figlietta può andare tre giorni a settimana.
Questo ci dà un bel po' di respiro sia per organizzarci che per (me) riposare.
A differenza di Londra e dell'Italia, qui l'asilo è un po' un casino.
In pratica fino ai 5 anni si va necessariamente in strutture private che possono essere asili veri e propri o family daycare.
Niente ore di credito come a Londra (a partire dai tre anni, 15 ore gratuite per tutti a settimana) o strutture pubbliche tipo il nido italiano.
Il family daycare è un po' come il childminder inglese, una persona con licenza che ospita fino a 6 bambini nella sua casa, di cui un paio di stanze e in genere il giardino vengono messi a disposizione dei bambini.
Alcuni daycare che ho visto in questi giorni fanno venire i capelli dritti in testa, altri, come quello dove ho registrato la picchietta, sono asili in miniatura.
Il costo, non è da meno (siamo sui 900 dollari al mese per 3 giorni. Si, si, avete letto bene).
Mi sembra un buon inizio e poi, comunque, per registrarsi all'asilo, bisogna fare richiesta l'anno prima per l'anno dopo.
In pratica quest'anno posso fare un'iscrizione che sarà valida per il 2015.
Gli americani evidentemente soffrono il last minute.
È vero, anche in Italia l'asilo è un po' un terno al lotto e in genere si va per privati..e devo dire che qui sto riscontrando molte similitudini con lo stile di vita italiano che EVIDENTEMENTE abbiamo costruito a immagine e somiglianza di quello americano.
Tipo che stamane dopo aver portato l'uragano al daycare, ho passato mezz'ora in macchina sulla freeway a passo d'uomo.
Avete presente il Grande Raccordo Anulare?
O la tangenziale a Milano? Tanto per sentirsi a casa.
Il marito ha concluso brillantemente la prima settimana di lavoro.
Dico brillantemente perché anche per lui, cambiare ufficio, colleghi ecc, è un po' uno scombussolamento, ma quando si tratta di lavoro, il ragazzo è uno schiacciasassi.
Gli piace, ci mette passione. Bene, bravo, bis.
È uscito il sole e questo cambia decisamente il modo di vivere la città soprattutto con figlia al seguito che scalpita per stare all'aria aperta.
Ancora mi devo abituare ai 18 microclimi di San Francisco. Come ti sposti, anche solo di tre traverse cambia la temperatura, può non esserci il sole, o esserci e fare molto caldo da stare in maglietta o fare molto freddo da stare in cashmere e giacca invernale.
Un casino patentato, ossia casino, ma molto preciso.
Se vivi a Sunset ad esempio, lo sai, che da Marzo a Settembre, mattina e sera c'è la nebbia.
Se stai a Bernal Heights, sole tutto l'anno.
E via cosí.
Oggi ad esempio vado in centro e poi a Sunset. Mi porto il trolley con il cambio.
E buona giornata a tutti!