No, non sono una maga.
Sono solo la proprietaria di una macchina di ultima generazione, tutta automatica, col freno a mano a pulsante (a pulsante? Davvero? Nella città con il più alto numero di partenze in salita del pianeta?) con un portabagagli decisamente solido e da domani, con un conto in banca più leggero, perchè si sà, qui costa tutto troppo. E da sola, la porta del garage in legno con le finestre in vetro, non la sò riparare.
La dinamica è stata abbastanza semplice e anche se il marito l'ha inquadrata allegramente come un tipico caso di "moglie al volante", io ho voluto darmi una spiegazione in più.
Come quasi tutte le case di San Francisco, la nostra ha un garage a cui si accede tramite una piccola discesa sppena sotto l'ingresso proncipale.
Noi spesso, anzi quasi sempre, lasciamo la macchina parcheggiata proprio lí, per comodità.
La nostra casina...
Oggi, corri corri, sbrigati che è tardi, metti la marcia, leva il freno a mano, leva la marcia, leva il freno a mano e voooom!
Ho premuto il piede sull'acceleratore a vuoto. Cosí a vuoto che il motore ha urlato di dolore.
Ho sentito la macchina scivolare fuori controllo per poi stamparsi pesantemente contro la porta del garage, facendo sonoramente esplodere un vetro.
Si, insomma.. Sono praticamente entrata in garage a porta chiusa.
Ricostruendo l'accaduto, mi sono resa conto che devo avere inavvertitamente spostato la marcia su "N", "neutral".
Per farla breve: stavo a folle.
Col piede a tavoletta che manco Ayrton Senna ai tempi illustri dei mondiali di F1.
Vi allego una foto della porta del garage.
E vi lascio immaginare la mia faccia al momento dell'impatto.
E buonanotte a tutti!





