I giorni stanno passando velocissimi.
Ci siamo trasferiti nella nuova casa solo due settimane fa e poco dopo è arrivato il container dall'Inghilterra, con le nostre cose.
Stavolta, spacchettare è stata un'esperienza natalizia, quasi emozionante.
A Londra era stata più una necessità ed alcune cose erano anche rimaste chiuse, sigillate, dimenticate in cantina.
I bicchieri nuovi del vino, ad esempio, comprati in Italia, nel 2009.
Il servizio di piatti provenzale che ci avevano regalato al matrimonio, nel 2008.
Le tovaglie che mi aveva messo da parte la mia mamma.
Tutte cose che un po' per la mancanza di tempo, un po' per la mancanza di spazio, avevamo sapientemente evitato di portare alla luce dopo il primo grande trasloco dall'Italia all'Inghilterra.
.
Stavolta abbiamo aperto tutto e come fosse la mattina di Natale, ci siamo goduti i regali.
"Toh guarda, il coltellino della Leatherman che avevo dato per disperso!" urla il marito.
"Le ciotole da dessert!"dico io soddisfatta.
"Mamma! Mamma! Mamma!" cinguetta la figlia mentre piroetta per casa con il suo scooter.
Insomma, una festa.
A conti fatti, riorganizzarci la vita - parlo in senso pratico, ci è costato due mesi.
Trovare casa, comprare la macchina, trovare un asilo per la figlia (ma qui la questione è complicata e dedicherò un post solo a questo), comprare alcuni mobili, svuotare gli scatoloni, aprire il conto in banca, mettere a proprio nome le bollette etc.
Manca ancora l'assicurazione sanitaria (ah! Bazzecole direte voi!), visto che sopravviviamo ancora con la travel insurance, ma spero che si sistemi anche quello a brevissimo.
Ora dobbiamo ricostruire quella parte emotiva, sentimentale, che ci aveva fatto sentire a casa, a Londra.
Amici, negozietti, ristorantini, festicciole, parchi.
Tutto da ritrovare. Tutto da rifare.
Ci abbiamo messo circa due anni a Londra.
Vediamo quanto ci vorrà qui a San Francisco.
"Cosa porto con me" è il blog di una famiglia in viaggio. Io e "il marito" abbiamo lasciato l'Italia nel 2010 e tra un trasloco e l'altro abbiamo vissuto in Inghilterra e in California dove sono nate rispettivamente la nostra prima e la nostra seconda figlia. Tra riflessioni, pensieri, arrabbiature e leggerezze, vi racconto cosa porto con me di questi posti.
domenica 27 aprile 2014
martedì 1 aprile 2014
La - La - Library!
Piove.
Si, avete capito bene, piove.
Si parlava della più grande siccità della storia della California degli ultimi 50 anni.
Appunto, si parlava.
Perchè ultimamente piove tipo monsone. Stanotte mi sono anche svegliata pensando di affogare.
E quando piove e la figlia non va all'asilo che si fa?
La - La - Library!
Cosí, cantando La - La - Library, sono andata con la figlietta alla Public Library di Bernal Heights e finalmente abbiamo fatto le tessere.
Una per me, una per lei. E poca confidenza (come direbbe mia madre).
Dico finalmente perché a Londra quando la figlia era ancora lattante le avevamo, in modo di tenerci impegnate insieme alle mille altre attività organizzate dai Children Centre.
Eh, perchè se qualcuno non se lo ricordasse, anche a Londra, spesso, piove.
Recidivi direte voi.
Acquatici aggiungo io.
La prima cosa che mi è mancata, appena arrivata qui a San Francisco, è stata la piena organizzazione, tra l'altro gratuita, di attività ludiche e non, per bambini.
A Londra, le biblioteche pubbliche, hanno un'ala dedicata ai bambini ed organizzano attività di vario genere per tutte le età.
La trovo una cosa molto civile e comoda, soprattutto per chi come me, gioca fuori casa.
Poi, ci sono i Children Centre e tanto per darvi un'idea quello dove andavo vicino casa era così ben tenuto da sembrare il migliore degli asili privati italiani.
Gratis siore e siori. E che facevo io al Children Centre?
E voi direte:"Che faceva tua figlia caso mai".
No no. Il Children Centre è anche per gli adulti. Cioè, quegli adulti che si prendono cura dei bambini.
Cosí, può capitare che mentre tua figlia è vigilata nella Creche e gioca con i suoi amichetti, tu partecipi ad un corso di parenting o di gestione dello stress.
Magari il giorno successivo fai una lezione di Zumba per adulti e bambini (tutti insieme!), o ancora all'ora del pranzo segui i corsi di cucina per grandi e piccini e alla fine ci si siede tutti a tavola a mangiare.
Insomma, che dir si voglia, Londra è davvero una città child-friendly.
Più volte, durante le mie brevi visite italiane, mi sono chiesta come diavolo siano supportate le famiglie e i bambini.
Poi mi sono ricordata: I NONNI.
Che Dio li benedica.
Insomma, scopro con piacere che anche qui c'è una fitta rete di Public Libraries, organizzate come in Inghilterra: tessera gratuita, attività settimanali e una sala tutta dedicata ai più piccoli.
Lo sò, lo sò, ci sono anche in Italia. Quando ho venduto casa e ho donato i libri me ne sono viste parecchie e quelle nuove devo dire erano davvero graziose.
Ma posso garantirvi che oltr'Alpe (e oltre Oceano!), è un altro pianeta.
E aggiungerei - purtroppo. Ma non vorrei aprire qui una parentesi cinica e pessimista e dilungarmi con quei fastidiosissimi "basterebbe", con cui si potrebbe trasformare l'Italia nel giardino d'Europa.
Torno alla mia cantilena, che oggi suona un po' come un inno alla pioggia.
La - La - Library! La - La - Library! La - La - Library!
Le tessere della Public Library a San Francisco. Con l'iscrizione si riceve una tessera (tutte diverse, firmate da artisti locali) "normale" e una in formato ridotto con un piccolo forellino da agganciare al portachiavi.
Un mio recente approfondimento. Ancora non sò se fosse cinese o giapponese. Scusatemi.
I bambini hanno accesso a libri, materiale video, musica, riviste e giochi.
Si, avete capito bene, piove.
Si parlava della più grande siccità della storia della California degli ultimi 50 anni.
Appunto, si parlava.
Perchè ultimamente piove tipo monsone. Stanotte mi sono anche svegliata pensando di affogare.
E quando piove e la figlia non va all'asilo che si fa?
La - La - Library!
Cosí, cantando La - La - Library, sono andata con la figlietta alla Public Library di Bernal Heights e finalmente abbiamo fatto le tessere.
Una per me, una per lei. E poca confidenza (come direbbe mia madre).
Dico finalmente perché a Londra quando la figlia era ancora lattante le avevamo, in modo di tenerci impegnate insieme alle mille altre attività organizzate dai Children Centre.
Eh, perchè se qualcuno non se lo ricordasse, anche a Londra, spesso, piove.
Recidivi direte voi.
Acquatici aggiungo io.
La prima cosa che mi è mancata, appena arrivata qui a San Francisco, è stata la piena organizzazione, tra l'altro gratuita, di attività ludiche e non, per bambini.
A Londra, le biblioteche pubbliche, hanno un'ala dedicata ai bambini ed organizzano attività di vario genere per tutte le età.
La trovo una cosa molto civile e comoda, soprattutto per chi come me, gioca fuori casa.
Poi, ci sono i Children Centre e tanto per darvi un'idea quello dove andavo vicino casa era così ben tenuto da sembrare il migliore degli asili privati italiani.
Gratis siore e siori. E che facevo io al Children Centre?
E voi direte:"Che faceva tua figlia caso mai".
No no. Il Children Centre è anche per gli adulti. Cioè, quegli adulti che si prendono cura dei bambini.
Cosí, può capitare che mentre tua figlia è vigilata nella Creche e gioca con i suoi amichetti, tu partecipi ad un corso di parenting o di gestione dello stress.
Magari il giorno successivo fai una lezione di Zumba per adulti e bambini (tutti insieme!), o ancora all'ora del pranzo segui i corsi di cucina per grandi e piccini e alla fine ci si siede tutti a tavola a mangiare.
Insomma, che dir si voglia, Londra è davvero una città child-friendly.
Più volte, durante le mie brevi visite italiane, mi sono chiesta come diavolo siano supportate le famiglie e i bambini.
Poi mi sono ricordata: I NONNI.
Che Dio li benedica.
Insomma, scopro con piacere che anche qui c'è una fitta rete di Public Libraries, organizzate come in Inghilterra: tessera gratuita, attività settimanali e una sala tutta dedicata ai più piccoli.
Lo sò, lo sò, ci sono anche in Italia. Quando ho venduto casa e ho donato i libri me ne sono viste parecchie e quelle nuove devo dire erano davvero graziose.
Ma posso garantirvi che oltr'Alpe (e oltre Oceano!), è un altro pianeta.
E aggiungerei - purtroppo. Ma non vorrei aprire qui una parentesi cinica e pessimista e dilungarmi con quei fastidiosissimi "basterebbe", con cui si potrebbe trasformare l'Italia nel giardino d'Europa.
Torno alla mia cantilena, che oggi suona un po' come un inno alla pioggia.
La - La - Library! La - La - Library! La - La - Library!
Le tessere della Public Library a San Francisco. Con l'iscrizione si riceve una tessera (tutte diverse, firmate da artisti locali) "normale" e una in formato ridotto con un piccolo forellino da agganciare al portachiavi.
Un mio recente approfondimento. Ancora non sò se fosse cinese o giapponese. Scusatemi.
I bambini hanno accesso a libri, materiale video, musica, riviste e giochi.
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