"È finito il latte" - urla il marito.
mmmm il latte - penso io.
Tocca per forza andare da Whole Food, perchè gli altri supermercati o negozi in zona hanno solo latte mega pastorizzato e super vitaminizzato. Bio, ma super.
Spiego meglio e faccio un saltino indietro:
Sono una fan del cibo bio e del cibo di qualità in generale.
Io sono una che la spesa al discount non ce la fa a farla. A meno di avere la certezza, etichetta alla mano, che il prodotto in questione abbia un costo nettamente inferiore per una mera questione di marca.
Ho sempre odiato le marche. Apro e chiudo parentesi.
Forse questa cosa me l'ha trasmesso mio padre (lui è un estremista in questo), ma ho sempre avuto una repulsione istintiva per ciò che viene comprato solo perché è di marca o va di moda.
Se manca la qualità o se il costo è esagerato, a me viene l'orticaria.
Se invece una certa marca dimostra una certa qualità superiore alla media e va incontro alle mie esigenze, sono pronta a spendere di più.
Chiusa parentesi. È finito il latte.
Andiamo da Whole Food, uno dei supermercati migliori, dove però, come dice una mia amica anche lei emigrata negli States, alla cassa devi essere pronto a staccare l'assegnino.
I prezzi sono stellari. Ma lí si trovano prodotti di grande qualità.
Tipo il latte biologico punto.
Nel senso: altrove, il latte lo trovi si biologico, ma come minimo è supermegapastorizzato e aggiunto di vitamina D.
Che poi dico io: qui il sole non manca. Forse il latte con l'aggiunta di vitamina D sarebbe più opportuno in Inghilterra.
Mistero.
Mi guardo intorno, Capisco che qui, se non stai attento a quello che compri, rischi di ingerire ormoni, vitamine e sostanze non bene identificate che potrebbero farti crescere le tette anche se ti chiami Mario.
Poi dicono che gli americani sono obesi...
Il primo giorno che sono entrata in un supermercato (il Safeway), poco ci manca che mi prendesse un infarto.
Io, che a Londra trovavo tutto il bio (organic, in english) a prezzi relativamente modesti, io che compravo dalle fattorie a mezz'ora da casa - ottima carne, formaggi, verdura di stagione...
Io, che a Londra apprezzavo la non sovrabbondanza di prodotti freschi (a metà settimana gli scaffali della carne erano semivuoti e dovevi aspettare il lunedi per rivederli belli compatti), mi sono ritrovata nel regno del trash food.
Scaffali infiniti di cibo, tanto cibo. Troppo cibo!
Etichette coloratissime, cibi distorti, impossibili da decifrare.Scatolette. Zuccheri. Zuccheri ovunque.
Colta da un semi malore, ansimando mi sono trascinata pensando che DOVEVA esserci qualcosa di bio.
Ho identificato una marca.
Era appunto il latte.
EVVIVA!
Ho trovato almeno il latte bio. Però guarda un po', gli aggiungono la vitamina D.
Impossibile trovarlo "puro".
Mi rassegno e vado via col gallone di latte bio supermegapastorizzato e pieno di vitamina D.
Mi verranno le ossa bioniche - penso.
O una seconda fila di denti tipo gli squali.
Qualche giorno dopo, da Whole Food, trovo latte biologico punto. Nessuna aggiunta. Bottiglia di vetro riconsegnabile.
Sia ringraziato il Signore.
Allora basta solo cercare.
Torno a casa e mi metto a navigare. Ci sono molti prodotti bio: dalla pasta alle verdure, alla carne..
Costicchia, quello si. Ma mi sembra una scelta quasi necessaria.
Io, il cereale verde e rosa con aggiunta di vitamine lo lascio mangiare a loro.
E viva la semplicità.