Oggi era uno di quei giorni in cui pensi solo di aver fatto un errore, che il gioco non vale la candela, ma oramai ci sei e devi dare il meglio di te.
Oggi era uno di quei giorni che ogni viso era straniero, ogni nipote col nonno un mondo di fortuna, ogni cibo al chiosco una dannata schifezza.
Oggi era quasi un non-giorno.
La casa, le abitudini, i negozi.
Oggi mancava la Lordship Lane, la macelleria, il pescivendolo. Il localino con tutta quella scelta di tè.
Mancava il calore di un termosifone che fa rumore d'acqua quando si avvia.
L'aria di montagna, il verde del Dulwich Park, la piscina, l'asilo, i ristoranti tutti raggiungibili a piedi.
Oggi mancavano gli amici, i teatri, i concerti, i musei, i murales, le stravaganze scoperte nei viaggi in underground, i balconcini scovati nei viaggi in bus.
Oggi è andata cosí, ma va bene anche questo.
Ogni cambiamento porta in sè una fine e un inizio.
E richiede una volontà da atleta.
Che vuol dire anche saper accogliere i non-giorni, senza contrastarli.
Buongiorno Europa.
Buonanotte America.







