lunedì 16 giugno 2014

La volontà da atleta


Oggi era no. Era tutto lontano, tutto difficile, tutto troppo diverso.
Oggi era uno di quei giorni in cui pensi solo di aver fatto un errore, che il gioco non vale la candela, ma oramai ci sei e devi dare il meglio di te.
Oggi era uno di quei giorni che ogni viso era straniero, ogni nipote col nonno un mondo di fortuna, ogni cibo al chiosco una dannata schifezza.
Oggi era quasi un non-giorno.
La casa, le abitudini, i negozi.
Oggi mancava la Lordship Lane, la macelleria, il pescivendolo. Il localino con tutta quella scelta di tè.
Mancava il calore di un termosifone che fa rumore d'acqua quando si avvia.
L'aria di montagna, il verde del Dulwich Park, la piscina, l'asilo, i ristoranti tutti raggiungibili a piedi.
Oggi mancavano gli amici, i teatri, i concerti, i musei, i murales, le stravaganze scoperte nei viaggi in underground, i balconcini scovati nei viaggi in bus.
Oggi è andata cosí, ma va bene anche questo.
Ogni cambiamento porta in sè una fine e un inizio.
E richiede una volontà da atleta.
Che vuol dire anche saper accogliere i non-giorni, senza contrastarli. 
Buongiorno Europa.
Buonanotte America.

lunedì 9 giugno 2014

A day in Napa Valley

"Andiamo a Napa?"
"Oooook!"

Cosí è cominciato il nostro sabato. 
Abbiamo rapidamente raccolto l'essenziale (la figlia), e ci siamo messi in viaggio verso la famosa Napa Valley.
Quella del vino. La Toscana della California, per capirci.
Qui Mr. Coppola ha la sua tenuta e ora capisco perchè.
Non serve sbattersi 12 ore di volo per andare in Italia a godersi le colline sinuose e la campagna senese.
Qui basta fare un'ora di macchina e ci si ritrova nel bel mezzo di un paradiso bucolico fatto di viti, ville, distese verdi, ondeggianti e ingressi (alle tenute) maestosi e invitanti.
Il viaggio in macchina è breve e molto piacevole.
Si lascia la nebbia che questo periodo forma un muro che divide San Francisco a metà e ci si tuffa nel caldo estivo, scrocchiarello, rilassante dell'entroterra.
Siamo arrivati a Napa e abbiamo pranzato in un posticino molto grazioso.
Era pieno di famiglie e alcuni tavoli erano occupati da tredicenni in divisa da baseball che avevano appena terminato le loro performances sportive.
La figlia come al solito ha salutato tutti (e dico proprio tutti) i cani che le sono passati a un raggio di 50 metri.
Abbiamo fatto una passeggiata al mercato coperto e abbiamo scoperto che di italiano non c'erano solo i paesaggi...
Una gita bellissima. Da rifare, al più presto.

Nel mercato coperto






Dulcis in fundo