Durante la nostra permanenza in California l'abbiamo visitato sia d'estate che d'inverno e benchè lo scenario cambi parecchio, l'atmosfera è sempre la stessa: suggestiva, fiabesca.
Il Parco si estende per circa 3.000 km² , ma di questi, solo 18 vengono generalmente calpestati permanentemente dai visitatori e rappresentano la parte della valle in cui fioriscono i lodge ed alcune costruzioni storiche che offrono alloggio ai turisti.
Per il resto, il Parco offre splendidi sentieri, più o meno faticosi, più o meno lunghi ed alcune delle meraviglie naturali più spettacolari al mondo, tanto da farne patrimonio dell'Umanità fin dal 1984.
Tra questi l'Half Dome, la roccia granitica più grande al mondo, le Yosemite Falls che raggiungono 730 metri di altezza e il Grizzly Giant, una sequoia alta più di 63 metri.
Prima di trasferirci qui in California, avevamo visitato questo parco già in viaggio di nozze.
Ricordo ancora quel misto di stupore e spauracchio a leggere tutti gli avvertimenti sugli orsi:
- non lasciate cibo in macchina - gli orsi la apriranno come una scatoletta di tonno
- non lasciate oggetti profumati o maleodoranti in macchina - gli orsi la apriranno come una scatoletta di tonno
- non lasciate seggiolini per bambini in macchina - gli orsi la apriranno come una scatoletta di tonno
A questi avvertimenti seguivano e seguono tutt'oggi foto e video di orsi che appunto aprono gli sportelli della macchina come fossero scatolette di tonno. La lamiera: un burro.
Per questo motivo la piccola valle turistica è tempestata di gabbiotti di sicurezza dove riporre gli oggetti, il cibo e qualunque altra leccornia attira-orsi, che a quanto pare hanno un olfatto un tantino sviluppato (il panino col prosciutto dimenticato in macchina lo sentono anche a 3 km di distanza).
La prima volta devo dire la cosa mi aveva abbastanza impressionata e calcolando che avevamo dormito in una tenda ... insomma, non è che avessimo dormito proprio un sonno profondo.
Ricordo che avevo messo nel cabinotto un po' di tutto, dal dentifricio al calzino di fine giornata.
E ricordo anche che durante la notte avevo sentito ululare un branco di coyote e la cosa mi aveva impressionata - se possibile, ancora di più.
Stavolta, dopo 2 anni di California, e una serie interminabile di incontri ravvicinati (in ordine di grandezza) quali: orso, coyote, falco e procione, devo dire l'impatto è stato più lieve.
E anche l'incontro col coyote in mezzo alla neve mentre raggiungevo col passeggino il marito e la figlia numero uno, si mi ha dato una buona scarica di adrenalina, ma tutto sommato mi è sembrata quasi una normalità.
Questa volta però Yosemite ci è rimasta nel cuore per un paio di motivi, o forse tre.
Il primo è che l'abbiamo visitata con degli amici. E si sà, in compagnia tutto (o quasi) è più bello.
Il secondo è che la figlia grande è stata battezzata sulle piste da sci a suon di French fries (sci paralleli) e pizza (spazzaneve).
E infine perché abbiamo fatto una splendida passeggiata, nel silenzio del gelo, sotto i fiocchi di neve, in mezzo ai redwood giganti, fino alle Yosemite Falls. Immense e maestose.
Immergersi nella natura cosí incontaminata è una benedizione e sono felice che la mia famiglia stia crescendo così, a colpi di zaino e scarponcino, nel rispetto più assoluto di questa terra così meravigliosamente perfetta.
"Bye bye Forest" - ha susurrato la figlia grande quando abbiamo messo i bagagli in macchina per tornare a casa.
"Bye bye Forest" le abbiamo fatto eco io e il marito.
A presto, speriamo.






