martedì 1 dicembre 2015

Il freddo e i riscaldamenti

Sono giornate intense quelle che stiamo trascorrendo in questo rush finale del 2015.

Il freddo tutto d'un tratto ha attanagliato la penisola e senza far troppe storie le mie ragazze hanno cominciato ad indossare il cappello, tenendolo ben bene aderente sopra le orecchie pur di non soffrire quella terribile sensazione  del "omioddio ora mi cascano. Una buca e mi cascano".
Lo leggo anche negli occhioni della piccola che fra poco farà 10 mesi:
"Mamma che freddo. Io me ne resto qui, in questa sediolina da trasporto, sotto questo multistrato di coperte, biscotti, briciole e peluches."

Lo sò, nell'immaginario collettivo, la California è un paese caldo e accogliente, dove le palme alte e sottili sembrano voler spolverare il cielo e dove la maglietta a maniche corte e il bermudino diventano parte integrante del paesaggio.

Ebbene no. Sappiate che in questo caso, state immaginando Los Angeles e i suoi dintorni, mentre tutta quella fetta di regione che si estende più a nord e decisamente sulla costa, intorno a dicembre è senza dubbio fredda. Molto fredda.
Cappello, guanti, scarpe e cappotto invernali prendono il posto delle infradito.

Parliamoci chiaro: sotto Natale un po' di freddino non guasta. Fa anche piacere sedersi un po' sul divano attorcigliati in una coperta calda bevendo un buon tè.

Non fosse per questi riscaldamenti cosí fastidiosi...
Perchè qui non esistono termosifoni.

Le case si scaldano con getti di aria calda distribuiti attraverso grate più o meno grandi posizionate ad altezza caviglia e sparse per tutta casa.
Ogni volta che parte il riscaldamento sembra di trovarsi alla fine del ciclo di un autolavaggio, quando si attivano in pompa magna quei sei o sette getti di aria che ti asciugano l'automobile in una manciata di secondi.

Chiudendo gli occhi e usando molta, moltissima immaginazione, si può anche far finta di stare sotto ad una cascata. Una cascata di dimensioni apocalittiche.

Parlarsi diventa faticoso, perciò di solito in quei 2 o 3 minuti di frullo cosmico, si tende al rispettoso silenzio, al termine del quale, la casa è bollente, ma solo per qualche minuto.
La rapidità con cui l'aria scalda casa, è anche la stessa con cui, una volta fermatisi i getti, la temperatura scende, facendo riattivare il malefico frullino senza tregua alcuna, nè per lui, nè per noi.

La scorsa notte, con la temperatura scesa intorno ai 3 gradi, il riscaldamento si è acceso con precisione svizzera ogni 15 minuti.
Un viaggio in traghetto con il letto nella sala motori probabilmente sarebbe stato più tranquillo.

Ma che ci volete fare, that's America!
E per fortuna l'inverno da queste parti non dura molto.



La figlia piccola, imbacuccata, in altalena

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