Tre anni per un bambino vogliono dire voli pindarici e volteggi acrobatici nel mondo dell'immaginazione.
"Let's pretend" si dice qui.
Io ricordo che immaginavo di avere il mio cavallo, tutto mio. A casa.
Un sogno - neanche troppo segreto, nel cassetto.
Lo immaginavo cosí bene che una volta andai dalla mia migliore amica, Camilla, la mia compagna di giochi di sempre, per convincerla che avevo un cavallo a casa.
Lei stupita volle seguirmi per poi scoprire che il cavallo altro non era che un pezzetto di muro all'ingresso di casa dei miei genitori.
Eppure quel muretto per me nitriva e aveva una criniera foltissima.
E galoppava più veloce di Furia cavallo del West.
Beata gioventù.
La maestra della figlia grande ha due cagnoline: Daisy e Lucy.
Due labrador per la precisione.
Di tanto in tanto, lascia che bambini ci giochino, o addirittura all'ora del pranzo, possono aiutarla a turno a preparare le ciotole (l'asilo si trova al pian terreno dell'immensa casa della teacher Cindy).
Ora, fin qui tutto bene, non fosse che da qualche giorno a questa parte Daisy e Lucy si sono trasferite anche a casa nostra, grazie alla fervida immaginazione della figlia.
Cosí mi ritrovo a prenderle per il collare per accompagnarle fuori casa, o a fare fantomatici "pat pat" sui musoni pelosi, mentre la figlia prepara le ciotole riempiendole di pastelli e palline da ping pong.
Tutto ciò è particolarmente buffo e languidamente tenero, soprattutto quando la vedo scoppiare in una risata dicendomi "mamma! Lucy kissed me!"
E magari il giorno dopo la trovo all'uscita da scuola, tutta piegata ad altezza muso della cagnolona per strapparle un bacio.
O meglio, per ricevere un'umidissima e fugace leccata all'orecchio.
Anche in questo caso...
That's amore
La figlia grande e Lucy
("C'mon Lucy, give me a kiss!")

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